Nel linguaggio giuridico la vittima primaria è la persona direttamente colpita dall’incidente; vittime secondarie sono i familiari che subiscono un danno proprio per la sua morte o le sue lesioni. Le tabelle milanesi usano questa distinzione nei criteri del danno parentale, considerando l’età della vittima primaria e quella della vittima secondaria.
Il danno della vittima secondaria è autonomo: comprende la perdita del rapporto, l’eventuale lesione della propria salute e le conseguenze economiche, ciascuna da chiedere e documentare.