Le tabelle offrono un valore di riferimento uniforme, ma il danno va sempre adattato al caso concreto. La valutazione equitativa prevista dall’art. 1226 del codice civile consente al giudice di adeguare la somma alle peculiarità della vicenda, con una motivazione specifica.
Nelle tabelle a punti per il danno parentale questo avviene in due modi: attraverso il criterio della qualità e intensità della relazione, e con i correttivi finali, che consentono di superare il massimo solo in casi eccezionali o di ridurre la somma in presenza di gravi conflitti familiari.